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Kew Gardens, l'Orto botanico reale di Londra

Kew Gardens. L'ingresso di Victoria Gate. Cartolina del 1905.

Simbolo della passione quasi maniacale dei britannici per i giardini, il Royal Botanical Gardens di Kew, conosciuto semplicemente come Kew Gardens, è un luogo imperdibile per tutti gli appassionati di piante. Kew Gardens non rappresenta solamente un’enorme collezione di alberi arbusti e fiori, che ne fanno il più completo e importante orto botanico del mondo, ma è anche uno splendido giardino assiduamente frequentato dai londinesi, oltre che un istituto d’eccellenza di ricerca botanica, un luogo di conservazione del germoplasma, un rinomato centro di formazione in orticoltura e una suggestiva location dove si tengono eventi culturali di vario tipo. Senza dimenticare la produzione di libri specialistici e divulgativi sul mondo delle piante. Ma, soprattutto, il giardino è un luogo dell’anima dove camminare immersi in un mondo favoloso che vede alternarsi durante le stagioni fantastiche fioriture di piante provenienti da ogni angolo della terra, in una cornice abbellita da perfette serre di epoca vittoriana e da costruzioni antiche e recenti. È assolutamente stupefacente trovare un giardino di una bellezza simile, con piante in perfetto stato di salute, a due passi dal cuore di una delle metropoli più inquinate e caotiche del mondo.
L’orto botanico è situato a est rispetto al centro di Londra, compreso tra la riva meridionale del fiume Tamigi e i sobborghi residenziali di Kew e di Richmond upon Thames e si estende su di una superficie di 132 ettari. Aperto ogni giorno dell’anno, eccetto il 24 ed il 25 di dicembre, dalle 10 di mattina fino a un’ora del pomeriggio variabile secondo la stagione, ha 4 ingressi (Victoria, Elizabeth, Lion e Brentford), e il biglietto di entrata costa tra le 17 e le 28 sterline, in relazione alla stagione e all'acquisto online o in biglietteria; ogni anno Kew Gardens accoglie più di un milione e trecentomila visitatori. Il modo migliore per raggiungerlo è con la metropolitana, scendendo alla stazione di Kew della District Line (linea gialla). Dalla stazione di Kew, che conserva il suo originale stile vittoriano ed è circondata da graziosi caffè, ci sono 5 minuti a piedi fino all’ingresso di Victoria Gate.

Mappa di Kew Gardens - Febbraio 2026

I terreni che ospitano il giardino derivano dalla fusione di due distinte proprietà: la prima, quella di Richmond Park, fu acquistata nel 1721 da Giorgio Augusto, il futuro re Giorgio II, e divenne la residenza preferita della famiglia reale. La seconda, quella di Kew Palace, confinante con la prima, fu affittata nel 1731 da Frederick, principe di Galles, e dalla consorte, la principessa Augusta, genitori di re Giorgio III. Kew Gardens comincia ufficialmente la sua lunga storia nel 1759, anno in cui Augusta decise di destinare una superficie di circa 3,6 ha della tenuta di Kew alla realizzazione di un orto botanico. Il compito venne affidato a William Aiton, eminente botanico scozzese, a cui si deve anche il primo catalogo delle specie coltivate nel giardino, pubblicato nel 1789 con il nome di “Hortus Kewensis”. Su circa due ettari fu realizzato il primo Arboretum, destinato a ospitare alberi speciali per rarità, e di cui oggi sono rimasti in vita solo 5 esemplari, definiti Old Lions (vecchi leoni), di cui si dirà in seguito. Alla fine del 1768 a Kew crescevano vigorosi 488 tra alberi e arbusti, e la collezione aveva già eclissato la fama dei seppur molti e celebri giardini britannici.
Augusta commissionò anche all’architetto William Chambers la costruzione di diversi edifici, tra cui “The Orangery” (la Limonaia) e la Pagoda. The Orangery, completata nel 1761 e situata vicino all’ingresso nord del giardino, nacque come serra per la coltivazione degli agrumi, ma ben presto si rivelò inadatta allo scopo in quanto non sufficientemente luminosa, e le piante che ospitava vennero trasferite altrove; dopo svariati cambi di uso, ospita oggi un ristorante per i visitatori. La Pagoda, una torre alta quasi 50 metri e formata da dieci piani a pianta ottagonale, è sicuramente l’edificio più originale e stravagante dell’intero giardino. Terminata nel 1762, fu costruita a imitazione delle pagode cinesi, sulla scorta dell’infatuazione britannica per la cultura orientale della metà del secolo XVIII. Ottanta dragoni di legno placcato in oro ornavano gli angoli dei 10 tetti: furono rimossi nel 1784, e leggenda vuole che siano stati venduti dall’allora sovrano George IV per ripianare debiti di gioco. Localizzata presso il confine sud occidentale, la Pagoda originalmente era fiancheggiata da due costruzioni che riproducevano l’Alhambra di Granada e una Moschea turca,  oggi non più presenti. Un’ultima curiosità relativa alla torre: durante la seconda guerra mondiale in ogni piano vennero praticate delle aperture da cui venivano fatte cadere bombe per studiarne la traiettoria.
Dopo la morte della madre Augusta il figlio Giorgio III, che aveva già ereditato dal nonno Giorgio II la tenuta di Richmond, acquistò nel 1782 anche quella di Kew, e le due proprietà vennero infine riunificate nel 1802 con la chiusura della strada che le divideva. Insieme ai terreni della tenuta, Giorgio III acquistò pure Kew Palace, allora esterno alla tenuta reale, e ne fece la propria residenza estiva per ospitare la numerosa famiglia. Costruito nel 1631 e conosciuto come “la casa olandese”, il palazzo si caratterizza per la facciata di colore rosso arancio, ed è l’edificio più antico di Kew Gardens.
 
Kew Palace
Giorgio III si adoperò per abbellire il giardino e per introdurre numerose altre specie, avvalendosi dei consigli e dell’opera di Sir Joseph Banks. In quegli anni Banks si trovava all’apice della sua fama di naturalista, ed era appena rientrato da un viaggio di 3 anni nei mari del sud al seguito del capitano James Cook, viaggio dal quale aveva riportato un migliaio tra semi e piante di specie esotiche. Banks divenne di fatto il direttore del giardino, e non solo vi propagò le piante scoperte nei suoi viaggi, ma inviò ai quattro angoli del mondo altri botanici per trovare ed introdurre in Gran Bretagna nuove specie.
Con la scomparsa di Giorgio III, avvenuta nel 1820, il giardino attraversò un periodo di declino dovuto allo scarso interesse dei reali e alla conseguente mancanza di supporto economico, fin quando nel 1841 la Corona inglese lo donò allo stato, e passò sotto la responsabilità del governo. All’epoca i visitatori erano già ammessi nel giardino ogni giorno dalle 13 alle 18, eccetto la domenica, e l’ingresso era gratuito. Dopo il passaggio allo stato, William Hooker, già professore di botanica all’Università di Glasgow, venne nominato direttore di Kew. Sotto la sua direzione l’orto botanico aumentò la propria estensione fino a raggiungere la superficie di quasi 100 ettari. William Nesfield, artista e architetto del paesaggio, fu incaricato di progettare la disposizione del giardino e di organizzare l’Arboretum riunendo le specie a seconda del loro genere.
In quegli stessi anni videro la luce le due splendide serre vittoriane progettate dall’architetto Decimus Burton: la Palm House e la Temperate House. La Palm House fu costruita tra il 1844 e il 1848 e destinata a ospitare le piante tropicali che gli esploratori dell’era vittoriana riportavano dalle terre tropicali. Ha una struttura composta da archi in ferro battuto dipinti di bianco, tenuti insieme da un sistema di cavi orizzontali pretensionati; gli originali pannelli di vetro erano trattati con ossido di rame per diminuire l’effetto riscaldante. Mai prima di allora era stata realizzata una serra di quelle dimensioni e così i progettisti presero a esempio le tecniche utilizzate dall’industria navale: questa è la ragione della sua somiglianza con lo scafo rovesciato di una nave. La costruzione della Temperate House, anch’essa destinata ad accogliere essenze tropicali, cominciò nel 1860 e venne aperta al pubblico nel 1863, ma la sua ultimazione richiese ancora più di 35 anni. Con i suoi 4.880 m² di superficie coperta fu ai suoi tempi la più grande serra del mondo. Nel 1852 terminò anche la costruzione della Waterlily House (la casa delle Ninfe), realizzata apposta per ospitare la splendida Victoria amazonica, la pianta più grande della famiglia delle Ninfacee (le sue foglie galleggianti raggiungono i due metri e mezzo di diametro), che era stata introdotta in Inghilterra tre anni prima, proveniente dal bacino del Rio delle Amazzoni. Il completamento della linea ferroviaria e l’apertura nel 1862 della stazione di Kew ebbe come effetto l’incremento esponenziale del numero di visitatori. Verso la metà dell’800 cominciò pure l’allestimento dell’Herbarium, una collezione di piante e di organi vegetali, seccate e conservate, che oggi conta circa 7 milioni di campioni, a disposizione di studiosi e ricercatori.

Kew Gardens. Palm House

Kew Gardens. Temperate House
Nel 1870 Joseph Hooker succede al padre nella direzione del giardino, e sotto la sua direzione Kew Gardens acquisisce l'aspetto definitivo. Hooker figlio, amico e corrispondente di Charles Darwin, fu uno dei più illustri botanici ed esploratori inglesi del XIX. secolo. Spese parte della sua lunghissima vita viaggiando in Antartide, nella catena himalaiana, in Palestina, in Marocco e negli Stati Uniti, descrivendo e raccogliendo le piante incontrate in quei luoghi.

Nonostante le due guerre mondiali, nella prima metà del novecento le collezioni scientifiche ebbero una notevole espansione. Nel 1903 i giardini furono posti sotto l’amministrazione del Ministero dell’Agricoltura, Pesca e Alimentazione, che durò fino al 1983, anno in cui la gestione venne affidata a un Consiglio di Amministrazione autonomo.

Nel 1965 Kew Gardens si amplia ancora con l’affitto della proprietà di Wakehurst Palace, nel Sussex, a circa 90 km di distanza da Kew Gardens, dove furono ben presto trasferite le piante più bisognose di aria pura, quali le Betulle e i Faggi meridionali (Nothofagus spp.). Nell’anno 2000 a Wakehurst ha preso inizio un ambizioso progetto, il Millennium Seed Bank, che si propone di raccogliere e di conservare il seme del 25% delle piante selvatiche del pianeta. Nel 2009 è terminata la raccolta dei semi delle specie native della Gran Bretagna; il bottino planetario totale aggiornato è di oltre 2,2 milioni di semi appartenenti a 37.614 specie (circa il 13% delle piante selvatiche del mondo), provenienti da 189 paesi.
Wakehurst è tra l’altro la casa di un gruppo di Tassi secolari che vivono sulla roccia nuda, e che sono tra gli alberi più famosi e fotografati della Gran Bretagna.

Nel 1987 Lady Diana inaugura la Princess of Wales Conservatory (serra “Principessa del Galles”), una grande serra di oltre 4.000 m² dove sono riprodotte, attraverso un sistema di controllo informatizzato, dieci diverse zone microclimatiche. Le zone principali sono quella tropicale secca, che contiene diverse specie di cactus, e quella tropicale umida, con piante tipiche della foresta pluviale e delle mangrovie. Le altre aree sono dedicate alle piante carnivore, alle felci, e alle piante epifite (orchidee e bromelie). Durante la costruzione della serra Sir David Attenborough, famosissimo documentarista della BBC, ha sepolto una capsula del tempo contenente i semi delle principali specie alimentari e di specie vegetali a rischio di estinzione, che sarà dissotterrata nel 2085. L’ultima delle strutture protette a essere stata realizzata in ordine di tempo è la Davies Alpine House, destinata a contenere piante di climi alpini. Terminata nel 2006, lunga 16 metri ed alta 10, il suo disegno avveniristico a forma di mezzaluna è funzionale al mantenimento di condizioni di bassa temperatura e umidità, idonee alla vita delle piante che ospita. La serra utilizza soluzioni tecnologiche all’avanguardia per limitare i consumi energetici: l’aria viene raffreddata facendola passare da un labirinto di tubature, interrate a una profondità in cui la temperatura rimane costante durante tutto l’anno. Per ricreare la luminosità tipica dei climi montani e l’alto contenuto di raggi ultravioletti, il vetro che la chiude è di un tipo speciale, a basso contenuto di ferro, che permette il passaggio del 90% della luce solare; le strutture di sostegno, per lo stesso scopo, occupano superfici limitate. La serra ospita numerose piante erbacee, quali campanule, dianthus, elicrisi, piccole lavande e felci, timi e verbaschi.
Nel 2003 Kew Gardens viene dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, e inserito nella relativa lista.
Tra le strutture più recenti, è da ricordare la Treetop Walkway, una passerella circolare lunga 200 metri e sospesa a 18 metri di altezza da terra, che permette una straordinaria visione delle chiome degli alberi che la circondano.

Kew Gardens. The Hive. Particolare dell'interno

Nel 2016 nell’Orto viene installata the Hive (l’Arnia). Disegnata dall’artista Wolfgang Buttress, è stata creata per l’Expo di Milano 2015 ed esposta nel Padiglione della Gran Bretagna. Alta 17 metri, e realizzata da 170.000 parti di alluminio, the Hive offre una suggestiva rappresentazione dinamica della vita di un alveare, in particolare per quanto riguarda la comunicazione tra le api. Al suo interno sono collocati 1.000 led e un impianto sonoro, collegati a un’arnia vera, posta a breve distanza dalla struttura. Le vibrazioni prodotte dalle api nelle loro comunicazioni, rilevate attraverso accelerometri posti all’interno dell’arnia vera, vengono trasmesse all’arnia metallica e commutate in segnali luminosi e sonori. Così i led si accendono e si spengono, e modificano in continuazione l’intensità della luce emessa. Lo stesso avviene per la musica di sottofondo, riprodotta in tonalità di do minore, la stessa tonalità del ronzio delle api.


Kew Gardens. Scorcio del giardino


L’orto botanico ospita circa 11.000 alberi appartenenti a più di 2.000 specie, provenienti da tutto il mondo con esclusione delle zone tropicali e subtropicali; tra essi si annoverano diverse varietà antiche e rare. Le specie sono raggruppate per genere, ma non rigidamente: spesso si trovano a convivere individui di generi diversi, mescolati con criteri puramente estetici o casuali. Di notevole rilevanza il Pinetum impiantato da Joseph Hooker tra il 1860 e il 1870, attualmente con una vasta collezione di 1.200 conifere e al cui interno, nel Redwood Grove (bosco delle Sequoie), vivono gli alberi più alti di Kew Gardens (quasi 40 metri). Importante anche, per ricchezza di specie rappresentate e per dimensioni raggiunte da alcuni alberi, la collezione di querce, posta presso il confine settentrionale. Si hanno poi diversi piccoli giardini tematici. Tra essi il Giardino delle Rose, il Giardino mediterraneo, con alberi, arbusti ed erbe aromatiche della zona, il Japanese landscape, con al suo interno il Giardino della pace, che evoca un giardino da te tradizionale, il Giardino del Bamboo, che conta 130 differenti specie, il Rhododendron Dell, che ospita un impressionante collezione di rododendri, che diventano uno splendore durante la fioritura primaverile. Il Queen’s Garden, adiacente a Kew Palace, è una testimonianza vivente dei giardini inglesi del 17° secolo, sia architettonicamente, con le sue statue, che da un punto di vista floristico.

Ai tratti alberati si alternano prati e specchi di acqua, anche estesi, come quello prospiciente alla Palm House, e quello chiamato tha Lake, di più recente realizzazione, che oltre a conferire ulteriore bellezza contribuiscono a creare un ecosistema complesso e ricco di biodiversità. Circa 15 ettari situati al confine nord occidentali sono coperti da un’area naturale composta da querce, faggi, betulle, tassi e numerosi fiori selvatici, a rappresentare i boschi tipici dell’Inghilterra sud-orientale. Gran parte di questa superficie fu donata nel 1898 dalla regina Vittoria, con la condizione che venisse mantenuta per sempre allo stato “non addomesticato”.

Kew Gardens è attraversata da una fitta rete di strade pavimentate che permettono le passeggiate dei visitatori. Tre viali con fondo erbaceo progettati da Nesfield attraversano in linea retta lunghi tratti del giardino, formando tra loro un triangolo, e consentendo scorci e visuali spettacolari: la Syon Vista, che collega la Palm House al Tamigi, la Cedar Vista, che collega il Tamigi alla Pagoda, e la Pagoda Vista tra la Pagoda stessa e la Palm House La viabilità distingue anche i diversi settori tematici del giardino. Un’accurata segnaletica guida i turisti alle varie attrazioni; numerosi sono i cartelli esplicativi riguardanti sia le caratteristiche che le storie di alcuni alberi particolari; altri cartelli didattici illustrano invece il funzionamento delle piante e il loro mondo. Ci sono alcuni percorsi facilmente camminabili, seguendo depliant cartacei con la mappa, segnali o audioguide. Tutti gli alberi sono inventariati, e una placchetta di metallo sulla parte bassa del fusto con il nome inglese e scientifico ne permette una facile identificazione. Completano le infrastrutture diversi ristoranti-bar disseminati sulla superficie, e il grande negozio presso l’ingresso di Victoria Gate, ricco di interessanti libri, molti dei quali pubblicati dallo stesso orto botanico, e dove sono vendute pure piantine prodotte nell’Orto.

Tra i molti alberi piantati nel corso della lunga storia di Kew se ne distingue un piccolo numero che sono classificati come Heritage Trees, ovvero come Alberi monumentali. Un albero può acquisire lo status di monumentale sia per età elevata o perché ha raggiunto ragguardevoli dimensioni, oppure per rarità nel luogo climatico o geografico dove vive, o ancora per valore storico o paesaggistico. I principali Heritage trees di Kew sono 12, tra cui risaltano cinque esemplari definiti Old Lions (Vecchi Leoni), che sono gli unici sopravvissuti del nucleo originario dell’orto botanico fatto impiantare dalla regina Augusta:

● Acacia o Sofora del Giappone (Styphnolobium japonicum). Localizzata vicino a the Hive, è una pianta dalla forma straordinaria, con il tronco che si è sviluppato in orizzontale per diversi metri. Piantata nel 1762. A dispetto del nome, è originaria della Cina.

Kew Gardens Old Lions - Sofora del Giappone

● Ginko (Ginkgo biloba). Una delle specie più antiche del pianeta, questo esemplare fu piantato nel 1762 e si ritiene sia uno dei primi della Gran Bretagna.

Kew Gardens Old Lions - Ginko

● Platano orientale (Platanus orientalis). Datato 1762, faceva parte di un viale di platani che andava dalla White House, edificio non più esistente, all’Orangery.

Kew Gardens Old Lions - Platano orientale

● Olmo del Caucaso (Zelkova carpinifolia). Risale al 1760, ed è l’unico dei Vecchi Leoni installato fuori dal primitivo orto.
● Robinia (Robinia pseudoacacia). Albero originario della parte orientale degli Stati Uniti, venne introdotto in Europa agli inizi del 1600. Questo esemplare fu piantato nel 1762, e non si trova in buone condizioni, tanto che il suo fusto è cinto da diverse bande di acciaio per tenerlo insieme.

Altri alberi monumentali di notevole pregio sono:
● Quercia dalle foglie di castagno (Quercus castaneifolia). Alta 37 metri e con un’estensione della chioma di 30 metri è non solo l’albero più grande di Kew Gardens, ma anche il più grande dell’intera Gran Bretagna. Ha una circonferenza del tronco di 8 metri e una massa fogliare stimata di circa 3.000 m2.

Quercus castaneifolia

● Pino domestico (Pinus pinea). Formato da diversi tronchi che si dipartivano a poca altezza da terra, tanto da meritargli l’appellativo di Octopus (Polpo), questo pino secolare è purtroppo deceduto nell’ottobre del 2022 a causa di un attacco fungino.

Kew Gardens. "Octopus". Pino domestico

● Castagno (Castanea sativa). Situato in prossimità del Lago, è l’albero più vecchio dell’intero giardino, preesistente alla creazione dell’orto. Risalente alla fine del 16°secolo, all’epoca segnava il confine tra le tenute di Kew e di Richmond.

● Quercia di Turner (Quercus x turneri ‘Pseudoturneri’). Ibrido tra il Leccio e la Farnia ottenuto dal vivaista Spencer Turner nel 1783, venne impiantata nel 1880. Durante la terrible tempesta del 1987, che distrusse più di 700 alberi, il vento sollevò la pianta per poi depositarla di nuovo a terra. Tra la sorpresa generale l’albero, fino ad allora deperiente, riprese a vegetare vigorosamente: il movimento causato dalla tempesta aveva reso soffice il suolo, prima troppo compatto, intorno alle radici.

Quercus x turneri

● Quercia di Lucombe (Quercus x hispanica ‘Lucombeana’). Altra quercia di magnifico aspetto, ibrido naturale tra la Sughera e il Cerro scoperto nel 1775 da William Lucombe, un vivaista di Exeter (si racconta che Lucombe tagliò il primo albero che aveva scoperto, e ne fece delle tavole che conservava sotto il letto per costruirsi la propria bara). Quando nel 1846 Nesfield ridisegnò Kew Gardens questa Quercia, che già aveva raggiunto grandi dimensioni, venne con successo spostata di 20 metri per consentire l’apertura della Syon Vista.

Quercus x hispanica 'lucombeana'

Il giardino è l'habitat di una ricca varietà di animali selvatici. Tra i più diffusi gli scoiattoli grigi, che sembrano avere perso ogni timore dell’uomo e si avvicinano ai visitatori alla ricerca di cibo, poi i tassi, animali notturni non visibile di giorno ma di cui vengono censite le tane, le volpi rosse, i ricci, i conigli selvatici. Mancano invece gli ungulati, accuratamente esclusi per evitare danni alle piante. Cospicua la presenza di avifauna: uccelli acquatici (oche selvatiche, oche canadesi, oche egiziane, cigni reali, aironi cenerini, martin pescatore), rapaci notturni (civetta, barbagianni, allocco), picchi e vari altri.

Come accennato nelle prime righe del post, Kew Gardens è un anche un centro di formazione d’eccellenza. Oltre ed accogliere studenti delle scuole con lezioni tenute da esperti su argomenti dei relativi curriculum, vengono offerti master e dottorati post universitari, e workshop aperti a tutti di argomento vario. Kew è sede di una prestigiosa Scuola di Orticoltura Botanica che offre tra gli altri un diploma triennale di Orticoltura, un certificato specialistico di Arboricoltura, un certificato specialistico in Orticoltura ornamentale, e possibilità di apprendistato in diversi settori. Tutti le attività sono retribuite.

Fagus sylvatica var. pendula

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